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Fermiamo il traffico di esseri umani: la vita non è in vendita

Una persona su sette, al mondo, è un migrante: uomini e donne si spostano verso regioni o paesi che offrono loro l’aspettativa di un futuro dignitoso per sé e per i propri figli. Povertà, insicurezza e la mancata tutela del diritto ad una migrazione sicura sono all’origine del traffico di esseri umani, un crimine contro la persona che colpisce principalmente donne e minori. Giunti nel paese di destinazione, i migranti vengono ridotti in schiavitù e sfruttati.

Cliccando sull’immagine seguente puoi visualizzare in un’infografica tutti i dati sul fenomeno.

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La campagna inTRATTAbili e l’impegno di Mani Tese

Nel 2010 Mani Tese ha lanciato inTRATTAbili, una campagna per la lotta al traffico di esseri umani nell’Asia meridionale e nel sudest asiatico, con l’obiettivo di promuovere progetti di cooperazione allo sviluppo per la protezione delle vittime di trafficking nazionale e internazionale e la prevenzione del fenomeno. “Una pioggia di foglie rosse” è il corto d’animazione, realizzato a sostegno della campagna, che racconta la storia di Rubi e delle bambine come lei vittime del traffico per lo sfruttamento sessuale.

 

 

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Al fianco dei bambini cambogiani

Da anni Mani Tese opera in Cambogia per azioni di protezione e sensibilizzazione sul tema del traffico di esseri umani. Nel nord-ovest del paese, i bambini vittime di trafficking e i bambini a rischio della comunità locale trovano nel centro di accoglienza di Poipet protezione e assistenza, cure mediche adeguate, supporto psicosociale e sostegno educativo. Prevenire il traffico e gli abusi sui minori e reinserire nelle famiglie d’origine i bambini vittime di casi anche recidivi di trafficking sono tra i principali obiettivi del progetto

Approfondimento: le nostre attività nel Centro di Poipet

Lo sfruttamento dell’uomo e dell’ambiente

Sono numerose le intersezioni tra il traffico di esseri umani e il degrado ambientale. Pratiche agricole e produttive ad alta intensità portano a gravi violazioni dei diritti umani e allo sfruttamento indiscriminato delle risorse naturali. I settori produttivi che maggiormente impiegano vittime di trafficking sono l’agricoltura e l’allevamento su vasta scala di prodotti per l’esportazione e l’industria tessile.

UN BAMBINO CHE LAVORA E' UN BAMBINO POVERO

I bambini costretti a lavorare lo fanno a discapito della loro salute, del loro sviluppo, della loro libertà e del loro benessere. Un bambino che lavora sarà destinato a diventare un adulto povero a rischio di emarginazione.

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