Lavoro Minorile

Sono 168 milioni i bambini lavoratori nel mondo. Di questi, 85 milioni sono impiegati in industrie pericolose, dove oltre al rischio fisico immediato sono anche maggiormente esposti a condizioni di grave sfruttamento.
Se l’Asia e il Pacifico detengono il primato assoluto del numero di bambini lavoratori (78 milioni), è nell’Africa sub-sahariana che si riscontra la maggiore incidenza di lavoro minorile, con oltre il 21% di bambini lavoratori.

 

La scuola è il miglior posto in cui lavorare

Un bambino che lavora è quasi sempre un bambino che non frequenta la scuola.  La mancanza di istruzione può essere frutto della scarsità di risorse pubbliche, di scelte orientate verso altri investimenti o di fattori culturali e sociali che tendono a penalizzare in particolar modo le femmine e le classi sociali più discriminate.

APPROFONDIMENTI:

 

La storia di Kavitha

Kavitha vive a Reddiyapatty, un villaggio rurale in Tamil Nadu. Dopo aver studiato fino agli undici anni inizia a lavorare come lavoratrice salariata in un’azienda del tessile. Lavora per quattro anni e mezzo prima di essere vittima di un’incidente invalidante. Turni di 12 ore e la stanchezza accumulata le sono fatali e la mano resta presa nella macchina filatrice facendole perdere tre dita della mano sinistra e lesionandole lo stesso avambraccio. Per non andare incontro a problemi legali l’azienda ha provveduto al 70% delle spese mediche, il restante è spettato alla famiglia. Kavitha, ora ventenne, è impiegata in una drogheria a 15 km da casa dove si reca ogni giorno. Il padre, Chinnaigh, è operaio e la madre, Chitra, casalinga.

COS’E LO SUMANGALI?

I diritti delle bambine

Le discriminazioni di genere fanno sì che le bambine lavoratrici siano più numerose e che soffrano più dei coetanei maschi. Con risorse scarse a disposizione, in quasi tutto il mondo si tende a privilegiare l’istruzione di un figlio maschio, rispetto a una figlia femmina. Le bambine lavoratrici tendono anche a subire soprusi più frequenti e più gravi (violenze verbali, fisiche, sessuali), a sviluppare malattie legate alle condizioni lavorative o alla mansione svolta e sono spesso vittime di norme culturali che impongono loro docilità e obbedienza.

PRIMA LE RAGAZZE!

Il progetto di Mani Tese in India

Mani Tese opera in India (Tamil Nadu) con un progetto di prevenzione del lavoro minorile e di promozione dei diritti dei lavoratori nell’industria tessile.
L’ obiettivo del progetto è monitorare e favorire il rispetto degli standard lavorativi nell’industria tessile e manifatturiera nei distretti interessati, prevenendo le peggiori forme di violazione, come lo sumangali e il trafficking di giovani lavoratrici. Nell’ambito del progetto verranno costituiti un centro di monitoraggio sullo sumangali e analoghi schemi di reclutamento, compresa la raccolta di casi studio su giovani donne vittime di trafficking, e una linea telefonica di assistenza. Verrà inoltre effettuata una mappatura degli impianti di filatura e confezionamento della zona, e sensibilizzata la comunità locale, specie nei distretti di provenienza di lavoratori migranti e vittime di trafficking, per prevenire il traffico di esseri umani e più in generale pratiche di reclutamento e lavoro non idonee.

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NEWS DAL CAMPO:

IL LAVORO DI MANI TESE IN ITALIA:

UN BAMBINO CHE LAVORA E' UN BAMBINO POVERO

I bambini costretti a lavorare lo fanno a discapito della loro salute, del loro sviluppo, della loro libertà e del loro benessere. Un bambino che lavora sarà destinato a diventare un adulto povero a rischio di emarginazione.

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